Mai lo avrei potuto pensare: se mi avessero detto tempo fa che sarebbe successo io avrei esordito con: “impossibile non succederà mai” e invece mi sarei sbagliato! 

Mi sono trasferito in una nuova città, in cui vivo da circa 7 mesi e dopo Milano e Padova dal sud della Calabria sono sbarcato al centro. 

Alla giovane età di 18 anni ero innamorato di Roma e facendo qualche colloquio di lavoro pensando anche di poter venire a studiare qui, mi ero convinto che potesse essere la mia città, per poco stava per diventarlo. E invece è bastato poco per farmi disinnamorare e col tempo ho perso completamente ogni intenzione di trasferirmici. 

Lungo questo anno il lavoro mi ha portato più volte qui e mi convincevo sempre di più di quanto fossimo completamente opposti io e Roma. 

E poi Sbanggg arriva la proposta di lavorare in uno dei più importanti negozi d’Italia in pianta stabile, senza più girovagare come un gitano. A Roma, nella città dove tutte le strade portano, nella città della fontana in cui “Marcello come here” veniva urlato dalla celebre Anita Ekberg ne “La Dolcevita”, dove i sanpietrini distruggono le piante dei piedi dei turisti, dove risiede il Papa. Lì dove ogni santo giorno è il giorno giusto per visitarla. 

Proprio a ROMA! Non potete immaginare dopo averlo saputo come potevo sentirmi, una tremenda voglia di scappare da PADOVA dove , dopo 2 anni, quasi ero assopito dalla tranquillità che la contraddistingueva, ma al contempo una grande paura a lanciarmi in pasto alla Capitale. 

Nel giro di qualche mese finirono i dubbi, o almeno li misi io a tacere; furgone a noleggio e tutto quello che potevo portare con me dentro, mi imbarcai per la mia nuova vita da Viveur Romano ! 

Già dall’inizio tutto mi era così difficile da comprendere , il traffico, la gente che salta nella metro mentre le porte stanno per chiudersi, i tram e i mezzi ripieni di persone che vanno a lavoro tutti alla stessa ora e rincasano tutti alla stessa identica ora presso i loro domicili. 

Per non parlare della spazzatura che governa i quartieri e poi il nervosismo cronico di molte persone che di prima mattina “TE ce mandano” . Insomma non una città qualunque, come potevo rimanere ? Come placare la mia testa e non continuare a paragonarla alla serenissima, caotica ma ordinata e super efficiente MILANO? come ho fatto a trasferirmi qui? 

Me lo chiedo ancora oggi. Forse sono cambiato io, o comunque tutto questo mi ha fatto imparare tante cose nuove e forse adesso non è così disastrosa la situazione, non come al principio almeno. 

Ho imparato a svegliarmi prima e prendere i mezzi quando la gente sta ancora sull’uscio della porta, ho imparato a camminare di più e vedere le splendide magnificenze di cui Roma è zeppa in ogni angolo, ho imparato a non fare finta di niente di fronte ad un malintenzionato che mette le mani dentro uno zaino che non è suo. Ho imparato ad amare ogni singola strada e cambiare, quando possibile, il percorso per conoscerla meglio. 

Ho imparato a prendermi più cura di me , e dopo ben 3 anni o quasi di totale sedentarietà  mi sono iscritto in palestra .

Ho imparato che in ogni punto c’è un posto buono in cui poter mangiare e che per assaggiare un’ottima carbonara non bisogna andare in posti rinomatissimi e conosciutissimi ma in delle trattorie spartane alla vecchia maniera, ho apprezzato la gricia, la cacio e pepe, che reputavo paste semplici e non di mio gusto. 

E poi ho dovuto riabituarmi al caos, che mai sarà ordinato, e mai riuscirò a comprendere o magari ne farò parte anche io chissà!  Ma alla fine quel caos mi fa realizzare: mi dice “sei  qui Gianmaria , sei a ROMA!”

“Non c’è che una Roma al mondo ed io mi trovo qui come un pesce nell’acqua e vi nuoto e galleggio come la bollicina galleggia sopra il mercurio, mentre affonderebbe in qualsiasi altro fluido“
(Goethe)