Sabato 25 Aprile 2020

Ed oggi ho capito che il sole non basta a mettermi di buon umore, basta poco per rendere tutto grigio, pur avendo tutta quella luce nella stanza. Forse è un bene pensare molto e riflettere sui propri comportamenti, specialmente di questo periodo, e tal volta siamo anche capaci di capire, dopo attente analisi, dove sbagliamo. Molti di noi sono guaritori dei proprio stessi mali perché hanno la capacità di riconoscerli e sanarli. Credo che questa sia una virtù di pochi, come di tutte quelle persone dal carattere forte, ma a tratti fragile, capace di sgretolarsi in un attimo, al risuono di una critica o di una disattenzione. Riconosco quando esagero, riconosco quando la mia voce si alza di più, riconosco il mio malumore che può contagiare gli altri, riconosco un eccessiva spensieratezza, riconosco il mio buono e cattivo tempo. 

Alla base di tutto vi è qualcosa, che mi ha sempre fatto diffidare dal mondo, che mi ha reso autonomo e cauto durante ogni paso di vita, qualcosa che per molto tempo si è trasformato in momenti di solitudine poiché segregato nell’incapacità di amare. Viviamo di traumi e non abbiamo la coscienza di farli venire a galla, finché proprio questi non precipitano invasandoci completamente. E poi li riconosciamo, sentiamo tutti i sintomi a loro legati e tutti i ricordi partono a concatenarsi fra loro per dare più dettagli alla progonosi. Un altro dettaglio di noi stessi che riconosciamo e cui: o impariamo a convivere, o ce ne sbarazziamo lasciandolo dietro di noi.