Lunedi 20 Aprile 2020

Lunedì come questi vorrei scoprissero, sopratutto in questo periodo: cupi nuvolosi, avvolti da una foschia fastidiosa. La settimana pare porterà brutto tempo e sono già super convito che, il mio umore ne risentirà, come quello di tutti i “metereopatici”

Oggi ho ascoltato un paio di telegiornali, non mi capitava da un pò di giorni, sentivo che la situazione pare migliorare e i contagi continuano a essere stazionari senza aumentare. Già si pensa all’estate, il tema sta prendendo molta parte della cronaca oltre a quello della “Fase 2”. Tutti preoccupati su come si andrà a mare in modalità “distanziamento sociale”, come si farà a non avere contatti con gli altri bagnanti e su come si potrà fare il bagno senza timore e senza mascherina. Si brevettano pannelli in plexiglas da installare tra un ombrellone e l’altro, si chiudono le spiagge libere perché prive di controllo, si pensa a prenotare tramite un app il posto in spiaggia, vacanze da programmare solo in italia, e da una notizia di oggi, solo a livello regionale, e poi mille altre proposte che ridurrebbero il rischio di assembramento. Sarà quel che sarà, sarà un estate diversa, la Lombardia vorrebbe   saltare l’estate, poiché per recuperare tutti questi mesi senza lavoro, vorrebbe salvare il salvabile. Ma non è l’estate ora il problema principale a mio parere, ora come ora sarebbe meglio concentrare le forze sul momento, che sembra non voler ritornare alla semi-normalità che tutti aspettano.

Il 4 maggio scadranno i termini delle ultime restrizioni, da quel momento sarà da capire chi aprirà e chi no. Quel che è certo è che non sarà più semplice andare a mangiare una pizza fuori, bere un caffè al bar, comprare un jeans in un negozio, fare una passeggiata in compagnia, nulla sarà come prima! Questo è un capitolo della storia che verrà raccontando come un cambiamento globale radicale di vita, abitudini e cultura.

In attesa di novità dal Presidente , continuo a pensare al presente, perché voglio dare valore a tutto questo tempo e non sprecarlo a finire in congetture di ansia per quello che verrà.