#iorestoacasa

Mai si sarebbe pensato che dopo guerre, genocidi e stermini di massa, un virus avrebbe potuto paralizzare l’umanità. eppure non si sa come ci è riuscito, “restate in casa” esclama il presidente Conte in diretta tv il 10 marzo 2020. Voglio ricordarlo e descriverlo questo momento, giorno per giorno con una nuova pagina. 

Potrai scrivere anche tu la tua pagIna scorrendo in basso.

Diario di una Quarantena

Oggi il corona virus diventa piu pericoloso, per tutti, per tutta l’italia. Oggi viene dichiarata unitamente l’italia come “zona protetta”. Roma fino ad ora non sentiva questa situazione, non come la sente ora. Io sono in negozio, a lavoro, continuo a vedere persone entrare per comprare vestiti, come se nulla fosse, come se il clima attorno fosse sereno, normale, ma non lo è.

Devo essere sincero anche io fino a questo momento, fino a qualche giorno fa, ho sminuito la situazione, ma solo ora capisco che è il momento di prendere le cose sul serio. Spero che arrivi presto, come già successo in Lombardia e altre zone rosse qualche giorno fà, l’annuncio della chiusura di tutte le attività commerciali per rimanere in casa al sicuro.

Non sto ancora usando la mascherina, e non sono riuscito a comprare il detergente con alcol per disinfettare le mani, ma è arrivato il momento di farlo. Quanto durerà questa situazione? Quali saranno le conseguenze? chi può dirlo? Da oggi ogni spostamento deve essere motivato, non si può viaggiare in altre regioni o nazioni, molti hanno già bloccato le frontiere al popolo italiano. Ogni persona in strada deve essere munito di un foglio che attesti perchè sta circolando in strada. Chissà come andrà domani…

Buongiorno, anche oggi con l’umore non dei migliori vado a lavoro, prendo il mio tram e mi domando il perchè, vista questo stato di emergenza in tutta italia, io stia andando a lavorare e come me molte altre persone. Sono circa le 9:40 quando tutto il team viene chiamato al centro del negozio, ci viene comunicato che da quel momento il negozio non può piu rimanere aperto, le serrande non verranno alzate oggi.

Per un attimo rimango insieme ad altri colleghi atterrito, ma poi dopo pochi minuti ci viene rettificata la decisione, continueremo a lavorare ma a negozio chiuso. Finisco tutte le mie mansioni ed inizio anche una nuova vetrina per non rimanere fermo e subito dopo pranzo ecco di nuovo che veniamo richiamati all’ordine, ci viene confermato che il negozio chiuderà per 15 giorni e da quel momento saremo tutti in ferie vista l’emergenza e visto che la decisione è aziendale e non Governativa. Mi trattengo fino a tardo pomeriggio per dare supporto per contattare i dipendenti ed informarli della situazione e poi per strada rientro verso casa.

Sono le ore 21:40 circa, il Premier Conte dichiara questa emergenza “una Pandemia” in diretta Tv. Adesso le cose sono ancora più serie, sono li con gli occhi sul tv ad ascoltarlo con molta attenzione come mai prima d’ora mi era successo prima. Si chiudono negozi, si chiude tutto ciò che non è di prima necessità tranne farmacie, generi alimentari ed altri categorie (alcune discutibilmene necessarie) . La notte porterà tanti pensieri, ma io dopo questa lunga e strana giornata prendo sonno nelle braccia di morfeo. 

“Rimaniamo distanti oggi per abbracciarci con più calore domani”

Il risveglio di oggi è avvenuto molto presto, alle 7 circa, ho iniziato a fare colazione, la voce del tg ridondante nelle orecchie, mentre bevo il mio caffè con gli occhi puntati sul tv. Mi prende d’impulso l’idea di disinfettare un pò casa, le superfici e mi metto in cucina detergere tutto. E’ tutto così strano sento e risento la parola “pandemia”in continuazione in tv, che mai prima d’ora avevo sentito. E poi il continuo invito di tutti a “restare in casa” e non muoversi se non per giuste necessità.

Leggo il numero dei contagi e oggi supera i 10.000, solo in Italia, siamo anche diventati la nazione più colpita superando quasi la Cina, che sta anche avendo una lenta ripresa dopo il blocco totale del paese. La situazione è complessa e ancora, cosi dicono, il momento peggiore deve arrivare, siamo solo all’inizio. Da oggi sono a casa, non lavorerò visto il negozio chiuso. Almeno per ora sono sereno, ma comunque penso, penso sempre che la mia famiglia è lontana, mia madre la sento sempre ma sono lontano da lei. E poi i miei fratelli gli altri miei cari tutti giù in calabria e sparsi per l’Italia. Cerco di distrami pensando a cosa fare in questi giorni, sfruttando questo tempo per fare qualcosa per me, per pensare bene, per dare colore ad ogni cosa comuqnque vada. Esco per fare la spesa, passo per le due farmacie del pigneto, il mio quartiere, ma niente mascherine per ora; la strada ha qualche passante in giro a passeggio, gente con buste della spesa ed io mi metto in fila davanti al market, si entra solo a 5 persone per volta e bisogna fare la spesa senza perdere tempo, prendo quello che serve anche qualcosa di più e torno a casa. Il mio primo giorno di quarantena è ufficialmente finito, resto un pò al pc e aspetto domani per pianificare il da farsi, stasera il sonno arriva più tardi.

Ore 7:00 anche oggi gli occhi si aprono e si, lo so che non devo uscire di casa, ma io voglio uscire dal mio letto, non voglio lasciare che questo momento mi costringa a perdere tempo e sprecare forze stando a riposo. Inizio sempre informandomi sulla situazione, accendo come sempre il tv e ascolto gli ultimi aggiornamenti, i contaggiati salgono, salgono le vittime, e alcune cariche di stato di altri paesi continuano a sottovalutare la situazione ” le scuole rimarrano aperte” L’italia sta perdendo tanti pezzi a livello umano ma anche a livello economico e si aspetta il prossimo intervento del Premier per sapere cosa ne sarà dell’aspetto economico di questa situazione, tra stasera  e domani sapremo. 

Oggi ho passato la giornata a lavorare a questa pagina, perchè i miei fogli di carta vorrei potessero essere letti da tutti e perchè no, che chi se la sentisse scrivesse qui sotto la propria pagina di un diario di bordo, sentitevi liberi di farlo, scrivere fa bene fidatevi. Oggi i balconi e le finestre si sono tarsformate in piccoli palchi. Un’iniziativa nata online e in tv lanciava a tutti gli italiani l’idea di affacciarci alla finestra con il proprio strumento o cantando l’inno d’italia ad un’ora precisa, bhe io alle 18:00 in punto ero curioso ed ho aperto la mia finestra sul quartiere Pigneto, ed eccolo li un ragazzo dall’altra parte della strada, all’inizio intimorito con il suo tamburo rompe il silenzio del quartiere e da il via a tutti gli altri che con il loro rumoreggiare hanno fatto “suonare” la citta un pò coperta dalle nuvole grigie che oggi si annidano nel cielo. Guardavo quei palazzi, vedevo le persone affacciate alcune in silenzio, alcune con una padella e un cucchiaio per fare rumore, come me anche solo per partecipare, anche solo per sentirsi uniti.

Mi è sembrato tutto come sempre strano, ma perchè è qualcosa di nuovo, perchè è qualcosa che non avevo mai vissuto ma per quell’attimo mi sono sentito vicino a tutte quelle persone e mi ha dato gioia. La fine della giornata si è conclusa con qualche video chiamata alla mia famiglia, ho anche sentito alcuni amici per sapere come stessero  affrontando la situazione e per stare un pò in compagnia. La sera arriva e questa giornata è volata, non ci sono grandi aggiornamenti, solo i numeri dei contagi che continuano ad aumentare in modo esponenziale. 

Giorno 3, apro tutte le finestre aspetto il raggio di sole che oggi però non vuole entrare in casa. Roma sembra pare mostrasi oggi come tutta l’Italia in questi giorni, un po grigia, spenta in attesa dello spiraglio, visto anche il blocco totale che vige per il fine settimana.

Vedo ancora per strada persone, vedo auto e mezzi pubblici muoversi, e queste non so quanto stiano prendendo sul serio tutto, questa quarantena senza l’aiuto di tutto non darà il suo effetto.

Oggi gli appuntamenti del web sul balcone sono stati due uno alle 12:00, affacciandosi alla finestra e facendo un applauso a tutti i medici che lavorano senza sosta ed uno alle 18:00 cantando il brano “Azzurro” di Adriano Celentano. Siamo tutti un pò timidi all’inizio ma anche con la voce bassa, si può dare il proprio contributo, si può essere quella goccia in un grande bicchiere che cerca di non rompersi contenendo il suo liquido.

L’umore è un pò altalenante, ho sempre amato stare a casa, ho sempre dedicato del tempo a tutto ciò che mi fa stare bene, oggi ho anche dedicato del tempo al riposo, cosa che non amo fare di solito, concedendomi un’oretta di sonno nel tardo pomeriggio, ma qualcosa mi turba. Il cellulare non fa che mostrarmi persone che tentano in tutti i modi di riempire le loro giornate, come se prima fossero vuote o che fossero solo dedicate ad altre priorità. Per me questa “reclusione” è si un modo per dedicarsi a qualcosa per non annoiarsi, ma forse perdersi nella propria intimità, riscoprisi e lasciare che il tempo scelga da sé come essere impiegato è ancora più terapeutico.

La sera arriva e anche oggi la giornata tra pulizie di casa, riposo e nuove idee è volata,  quasi non voglio andare a dormire, finisco il tutto addentando un morbido e saporito pezzo di pizza, che ho preparato dopo aver scoperto che mezza Italia ha avuto la stessa idea “siamo una rete neurale, non una nazione”.

Tutti aspettano una fine, la fine di questa quarantena, di questa epidemia, del dolore delle persone che stanno perdendo la vita o di tutte quella gente che lavora senza sosta per farle vivere, per non farle mollare. Ma non sono tutti forti, purtroppo non lo sono, c’è gente che si aggrappa alla vita più che può e poi decide di mollare, decide di darla vinta perché non c’e la fa piu.

Questa esperienza si è già manifestata nella mia vita. Cinque anni fa il coronavirus aveva un nome diverso, era meno conosciuto, ma ha fatto comunque vittime, una di queste era mio Padre. Tornavo dalla Spagna i primi giorni di Marzo e proprio lui veniva a prendermi per portami a casa. Nel giro di poche settimane più o meno, ricordo che succedeva proprio in questi giorni,  mio padre si ammala, ma pensando fosse una semplice influenza sta a casa qualche giorno prima di andare in ospedale, non gli piacevano per niente gli ospedali.

E poi quella sera la corsa verso l’ospedale, gli mancava il respiro, qualche ora di attesa per sapere che quella sera, sarebbe rimasto li, ma non pensavo che non ne sarebbe mai uscito. Il giorno dopo ci confermano che è stato contagiato da un virus chiamato H1N1 ( detto anche influenza suina). Le speranze furono abbattute dalla dura verità dei medici che ci informano che il tempo era poco. Un trasferimento d’urgenza presso un ospedale in Sicilia, forse poteva salvarlo e cosi, con un trasferimento aereo, venne portato li per iniziare le cure. Ricordo la prima volta in cui lo andai a trovare, non poteva parlare perché un tubo gli impediva di farlo, appena lo vidi mi mancò la terra sotto i piedi e i medici si accorsero che stavo per perdere i sensi.

Ma dopo circa un mese, tutto sembrava andasse meglio, sembrava che tornando in ospedale in Calabria fosse guarito, i medici davano speranze che avesse vinto contro il virus, ma no, uni vincitore c’è stato e non è stato lui. Nel giro di qualche giorno la situazione si complicò e la notizia che mio padre fosse andato via arrivò di prima mattina, la più fredda di tutte era il 29 Aprile del 2014.

Penso a quello che stiamo vivendo e ripenso a quel periodo, che ora è ben conservato nella mia valigia dei ricordi, quelli più brutti, ma che forse mai come ora non riesce a rimanerci dentro.  L’invito di rimanere a casa è davvero qualcosa che può fare la differenza, mio Padre non si sa come lo contrasse, per strada, stringendo la mano a qualcuno, non si sa come, ma il virus scelse lui, portandolo via per sempre.

Che possa essere d’esempio per tutte quelle persone che, dal terrazzo da cui mi sono affacciato oggi con il mio coinquilino, vedevo correre, camminare, passeggiare con le carrozzine dei lori bambini, come se nulla fosse, come se un filo d’aria ed un raggio di sole fossero più importanti di un intera vita o della vita delle persone che stanno segregate in casa. Che sia d’esempio per voi che non avete paura di niente.

Buonanotte Papà.

Fermarsi, questa è la parola che oggi voglio raccontare per iniziare la mia nuova pagina. Fermarsi per ascoltarsi, chiedersi cosa non và o cosa ti rende felice, hai tutto il tempo per farlo, per fermarti e dedicarti per una buona volta a te, la persona più importante della tua vita. Fermarsi per capire se sei felice, se il cuore batte alla stessa velocità dei tuoi sogni, se le tue gambe percorrono le strade giuste, fermarsi per dirti quello che non riuscivi a dirti, che quello che fai non ti piace, che la vita che ti sei costruito non ha fondamenta resistenti, che la bellezza sta altrove.

Forse le persone non vogliono fermasi, o almeno non quando devono e possono, vogliono solo riempirsi di cose da fare, quasi come se non riuscissero a stare ferme, coltivando mille buone abitudini che alla fine di questa esperienza verrano chiuse in un grande baule diretto per il dimenticatoio, chiaro non tutte.  Dico la verità questa pausa dal mondo la apprezzo molto! Apprezzo ogni silenzio, apprezzo ogni momento di down ed anche se, i momenti in cui sono pienamente felice faticano a manifestarsi, la apprezzo lo stesso.  Certo è che se non fosse che tutto questo, giorno dopo giorno sacrifica delle vite umane,  sarebbe molto più apprezzabile.

Oggi la giornata è stata come sempre rapida, ma non troppo piena, anzi senza troppe cose da fare, dedicata anche al ”dolce far niente” di cui ogni tanto ho bisogno. Domani mi sforzerò a mollare un pò il mio Iphone per non starci appicciato, perché alla fine mi tiene compagnia; siamo io il mio Iphone ed il mio coinquilino che costringo a vedere serie tv spagnole che magari neanche gli piacciono.  Arriva sera e anche il 5° giorno è finito,  oggi è la giornata delle risposte dal Governo per i lavoratori che avranno un decreto chiamato “Cura Italia”. Ma arriverà davvero la cura?

Ore 7:51, i miei occhi come sempre si aprono, senza alcuna svegli il mio corpo decide di animarsi alla stessa ore. Faccio colazione prendo una delle mie tazze, ne ho tante ed ogni giorno mi piace bere il mio caffè in una diversa, perchè rende la mia giornata non uguale a tutte le altre. Pensaci, ogni minimo cambio di rotta, ogni buona abitudine o cattiva, abbandonata o modificta, mette a repentaglio la routine e dà quel senso di novità alla vita.  Come quando sposti un mobile in una stanza o aggiungi un nuovo quadro e già la vedi in modo diverso, la guardi con altri occhi. Eppure la stanza è sempre la stessa, ti eri solo abituato a vederla con quel mobile nella medesima posizione e senza quadri. Abitudine si! Ho sempre provato negazione per la parola abitudine e anche se in questi giorni, può davvero essere difficile non “abituarsi” alle giornate, cerco sempre la mia piccola dose di novità in ogni cosa, anche in una tazza. Nel modo di bere il caffe, nel modo di guardarmi, di lavarmi i denti, di sistemarmi i capelli davanti lo specchio, nel guardare qualcosa e trovare nuovi particolari, una piccola crepa che ieri non c’era ed eccola li! la novità!

Oggi ho avuto una sensazione strana, qualcosa che non mi capitava da tempo,  anche le sensazioni sono novità basta solo ascoltarle. Sono uscito di casa per fare un pò di spesa e davanti gli scaffali, pur avendo tutto a disposizione da poter comprare, il mio corpo non reclamava alcuna voglia, non desiderava.Penso sia capitato a tutti, di fronte a qualcosa che ci fa gola, sentire quell’acquolina in bocca , ma oggi no. Come se qualsiasi cosa buttassi nel carrello andasse bene, senza che il mio corpo si opponesse.

Il supermercato da sempre è stato il posto in cui tutto passa, quando vivevo a Milano, tornavo da lavoro la sera con la testa piena di pensieri, ma il carrefour 24h mi faceva passare subito tutto, come se quel “nutrire” il mio desiderio fosse la cura a tutto. Vediamola cosi, il cibo non deve essere trangugiato solo per tristezza o stess, ma soddisfare un desiderio, senza abuso e appagare l’anima. Quello che non sono riuscito a fare oggi, lo farò domani, magari non dovevo soddisfare alcun desiderio, ma cercherò anche domani quel piccolo aneddoto per abbattere l’abitudine, quel pizzico di novità!

Buonanotte!

Perché tanto c’è tempo!

Ho detto questa frase tante volte, ho procrastinato, tanto sapevo di avere tutto il tempo a disposizione. Per svolgere un compito, per leggere un libro, per iscrivermi in palestra, per tornare a casa e dare un abbraccio a mia madre, per fare un viaggio, per giocare e tornare bambino, per prendermi una pausa dal mondo, c’era tempo per tutto, tanto da non approfittare del suo valore. Ed ora che di tempo ne ho fin troppo, vorrei poter aver sprecato quel tempo, avergli dato il giusto peso, la giusta intensità, averlo vissuto a pieno, riempito di vita vera.

Queste quattro mura iniziano a dare i primi effetti collaterali, odio dover vedere le persone in videochiamata richiuse in uno schermo, soprattutto quelle che vorrei avere vicine a me, a darmi un abbraccio, una carezza, una coccola reale. Oggi i miei nervi sono un pò meno saldi, durante la giornata ho occupato il tempo facendo cose per gli altri, rimanendo quasi per tutto il tempo davanti il mio telefono, che continua a distrarmi. Ho deciso che imposterò un tempo limite,  non voglio pentirmi di aver sprecato giorni rimanendo schiavo della telefonia e poi per cosa? per poter scorrere infinitamente dei contenuti, che neanche mi interessano, alla ricerca di quello 0,3 % che può attirare la mia attenzione.

Domani imparerò dai miei errori di oggi, stenderò un pò di più i miei nervi prima di alterarli, lascerò che la giornata passi riducendo al minimo l’utilizzo del cellulare e magari , vi racconterò di aver fatto qualcosa di bello anche senza la tecnologia.

La situazione dei contagi oggi arriva a 35.713 con un aumento esponenziale in un solo giorno. Ho avuto della rabbia perché guardando Barbara D’urso, nel suo programma pomeridiano, ho visto in diretta da Roma tanta gente preoccupata solo della forma fisica, di fare una passeggiata, di riempire i polmoni di aria pulita a spasso per un parco. Ecco queste persone mi fanno rabbia in questo momento. Come ho detto in altre pagine, non si curano della gente rinchiusa da giorni, che esce solo per pochi minuti per comprare da mangiare, ; non si curano di tutti i medici che lottano  contro il tempo per non far si che anche oggi i decessi aumentino e poi non si curano di tutte quelle persone che gli stanno accanto, che da un momento all’altro per la loro negligenza, potrebbero essere infettate. Queste persone quando proveranno sulla loro pelle cosa vuol dire sofferenza e rimorso, forse daranno più valore sia alla loro vita che a quella degli altri. Imparate anche voi dagli errori di oggi per non commetterli domani.

Buonanotte,

P.s. Ho impostato il limite, con una funzione dell’iphone , per le app che più mi tengono al cellulare a 15 min al giorno, inizio cosi, domani vi aggiorno!

Cosa ti rende felice ora ? Non chiedo cosa ti renderebbe felice, ma cosa in questi giorni ti rende felice?

Porsi questa domanda è facile anche se non è altrettanto facile dare una risposta; La cosa che ora mi rende felice è sapere che sto imparando cose nuove di me stesso, sono felice che la mia famiglia stia bene e si mi dispiace non essere li con loro, ma l’importante è che stiano bene; sono felice di poter alzarmi ogni giorno e decidere io come poter  impiegare ogni minuto: poter scrivere ogni sera senza la pesantezza della giornata di lavoro, poter cucinare anche solo per piacere e non per distrarmi. Certo è che ci sarebbe una lista ancor più lunga di cose che mi renderebbero felice, ma il presente è più importante dio ciò che mi manca. Sarei ancora più felice se tutto questo non mettesse in pericolo la vita delle persone. Ogni giorno mi sforzo a trovare il mio attimo di felicità: quello di oggi è stato aver iniziato un quaderno di calligrafia, grazie ad un video visto su youtube. Sono felice oggi anche per non aver utilizzato molto il cellulare, come promesso ieri è bastata un pò di volontà.

Stamattina leggevo un articolo scritto da uno psicologo, in cui scriveva che molte persone faranno fatica a ritornare alla normalità, a patto che riusciremo a ritrovarla, sopratutto se vivono quest’esperienza con tensione, senza ritmi, senza orari e senza ordine”.

Bisogna trovare quell’ordine, anche in questa situazione che continua a peggiorare e secondo le notizie di oggi andrà a prolungarsi fino a maggio. Se solo ognuno di noi facesse con coscienza la propria parte! Oggi oltre ad aver speso bene il mio tempo ho anche riflettuto che è passata poco più settimana da quando è iniziata questa quarantena, ma sembra sia passato un mese, come se le ore, i giorni fossero durate di più senza scorrere incessantemente come nella “vita di prima”.

Nella “vita di prima”, quando la sveglia suonava presto, la doccia irradiava la nostra pelle nelle prime ore della giornata e il caffè ci dava la carica per uscire di casa; Nella “ vita di prima” quando si aspettava un tram, un bus, la metro o si prendeva la macchina per andare di corsa a lavoro, stando in ansia per la paura di non arrivare in orario; Nella “vita di prima” quando un bacio, un abbraccio erano gesti quasi scontati non appena si incontrava qualcuno, anche solo per salutare. Quando la giornata era schiava dell’orario di lavoro e la sera, arrivato a casa non avevi molta voglia di fare altro; Nella “vita di prima” dove ci si incazzava per qualsiasi cosa, dove bastava poco per far partire i nervi. Perché nella vita di prima tutto era al suo posto e tutto ricopriva ogni singolo minuto della nostra giornata, ma che forse, senza rendercene conto, non riusciva a lasciare un spazio a quel piccolo attimo di felicità.

Ogni mattina mi sveglio e devo fare mente locale, devo ricordarmi che anche se sono e 6:00 non devo andare a lavoro e devo ricordarmi che fuori c’è il finimondo. Quasi come se la notte riuscisse a far dimenticare tutto, come se Morfeo volesse cullarmi e farmi dimenticare, rasserenarmi. Dopo aver preso coscienza, inizio questa giornata; le prime ore della giornata le passo in fila fuori dal supermercato, una fila che non avevo mai visto.  Si fa tutto in fretta per paura di perdere tempo, per far entrare altri, si paga e quasi neanche ci si guarda negli occhi. Oltre a questo rimango basito da alcuni articoli letti, complottasti o no che siano; leggevo che già dal mese di gennaio l’emergenza pandemia era stata resa nota al governo e che proprio loro non lo hanno reso noto.

Non faccio il moralizzatore, non condanno, ci saranno stati 1000 più motivi per non generare subito il panico; però forse si è sottovalutato il rischio, il pericolo in cui ci ritroviamo adesso. Dopo quasi un mese e mezzo da quando è iniziato tutto in Lombardia, Le salme delle vittime a Bergamo vengano caricate su dei camion militari, senza una degna sepoltura, senza l’ultimo saluto dei propri cari, chi mai vorrebbe lasciare la terra cosi? perché siamo arrivati a questo? E mi ripeto che non è giusto, non può essere un complotto, non posso pensare che, se ci fosse stato modo di evitarlo, sarebbe stato attuato.

La mia pagina è dedicata a voi che, da oggi in poi,  ci guarderete da lassù. non vi lasceremo partire per il paradiso senza salutarvi, il nostro modo sarà quello di tenervi nel cuore, nel capitolo più brutto di questo anno, sperando che i vostri cari col tempo ritrovino la serenità.

Buonanotte a voi Angeli!

Ci sono giorni più produttivi, giorni meno, giorni in cui mi alzo e riesco a scrivere, cantare , cucinare riesco a fare qualsiasi cosa possa distrarmi, ma forse da qualche giorno, con molta lentezza sto pensando che le cose non avranno ancora un bagliore per un bel pò di tempo. Ogni notizia, ogni telegiornale è una lama che apre una ferita già sanguinante che cerca di cicatrizzare, ma non ci riesce.

Ho provato a impastare la pizza per ricordarmi che è sabato; ma senza il lievito che pare essere finito ovunque. Ho deciso di friggerla facendola diventare dei gustosi panzerotti, da mangiare di fronte un film che ho visto con il mio coinquilino, combinazione il film era “A Casa tutti bene”.

Stasera ero appicciato al televisore mentre il Premier Conte, dopo aver annunciato un intervento straordinario su Facebook, comunicava alcuni aggiornamenti. Sarebbe stato tutto diverso se avesse annunciato qualche miglioramento, ma invece no! Ha dato altre restrizioni per la catena di produzione e fabbriche che dovranno chiudere fino a che la situazione non milgiora. Penso proprio al Premier stasera, molti gli danno contro, anche io magari in passato sono stato totalmente privo di fede politica, tuttora lo sono, ma penso che chi parla critica, e apre bocca sempre e solo per dare sentenze, sprechi solo fiato.

Dietro quei discorsi, c’è sempre un uomo, una persona che la sera va a letto con il pensiero di avere sulle spalle la vita non solo della sua famiglia, ma anche dell’intera nazione. Il lavoro lo ha scelto lui, questo è anche vero, ma chi lo avrebbe detto che si sarebbe mai dovuto trovare in una situazione del genere?

Leggo i commenti negativi che riceve nei vari post, e si alcuni sono anche veritieri, ma forse non tutto può essere fatto tutto e subito, non tutto gli è lecito come sembra. Un’alta carica, deve bilanciare ogni cosa, non può ne lanciare il panico, ne diluire le situazioni a rischio, deve essere appunto un’alta carica, come ai miei occhi è lui oggi; Un uomo che anche se con discorsi scritti è cosciente delle decisioni che prende e si anche se per ora la situazione non migliora, ci sta provando, un pò più di fiducia da parte del suo popolo non gli farebbe male!

Unica cosa che mi rattrista è che, ancora si parla di economia che va a rotoli, ma la gente perde la vita e si mi preoccupa se il mese prossimo non riceverò lo stipendio, non tutto almeno, ma come posso pensarlo se li fuori c’è il finimondo?

Buonanotte Presidente.

 

Come dicevo ieri, i giorni si susseguono, alcuni sono più pieni altri meno. La domenica è iniziata con attività sportiva sul terrazzo. E’ presto e dall’alto del mio palazzo vedo gente che, ancora dopo tutti gli ultimatum, continua imperterrita e strafottente a correre, ormai sapete come la penso a riguardo, inizio a pensare che il problema non sono le misure poco restrittive, ma che siano tutte queste persone, incuranti, incivili, inconsapevolmente colpevoli di questa continua guerra, che con la loro condotta non avrà mai fine.

Mi dedico anche oggi a pensare a contenuti per il blog, ma la testa è sempre impegnata con la situazione che mi circonda. Oggi in un ospedale di Roma è morto un giovane di 34 anni; nessuna malattia associata, difficoltà respiratorie, dolori muscolari, in terapia intensiva dopo 6 giorni, è andato via.

Pensare che hai questo potere, pensare che in un attimo fai volare via tutto, stai facendo un massacro li fuori lo sai? stai straziando la vita delle persone, facendo soffrire famiglie, senza pietà senza placarti mai.  Ecco quello che hai causato; Hai causato uno sterminio, hai generato l’annientamento dei contatti umani, la distruzione di tutte quelle piccole parti che ci avvicinavano a qualcuno. Uno sguardo, una stretta di mano, un bacio, un abbraccio, hai distrutto tutto questo; quasi facendo perdere ad ognuno la fiducia nell’altro. Perché si muore, si muore negli ospedali, si muore in quarantena, ma si muore anche dentro, si muore di solitudine, di abbandono. Si muore per la lontananza dai  propri cari, si muore per lottare contro di te! Cambierà la vita, cambieranno le abitudini, cambieremo noi, che se riusciremo ad uscirne,  saremo sempre scottati da questo inferno che hai generato.

Prima di crederti un supereroe pensa a tutto questo, pensa a chi come te correva ed oggi non corre più!

Buonanotte

OK… avete presente quei film in cui, il protagonista si sveglia e la sua vita scorre tranquillamente e poi si ripete la scena del risveglio e la sua giornata è identica a quella precedente? Ogni giorno in questo periodo potrebbe assomigliare a quei film, ogni azione, ogni attività, sarebbe una incessante coazione a ripetere che potrebbe intrappolarci in un loop temporale. Il rischio è questo, oltre ad avere paura del virus, della brutalità che sta manifestando, ho paura della monotonia, della vita piatta. E’ un qualcosa che ho sempre temuto e quasi questa quarantena è più viva e variegata della vita che conduco quotidianamente pre-quarantena, quella che da qualche tempo mi sembrava odiare, il mio loop temporale. Di tempo per pensare e riflettere in questo periodo ne abbiamo molto e per questo bisogna mettere a fuoco ogni centimetro di se stessi, ogni parte positiva e negativa, ogni nota stonata della vita.

Questo blocco forzato delle attività, mi sta dando, nuove informazioni su me stesso, verità nascoste e anche maggiore controllo delle cose. Ripensamenti, messa in discussione di tutto ecco le mie parole d’ordine, utilizzate in modo costruttivo, sia chiaro. Ormai dobbiamo prendere coscienza di essere in guerra, una guerra contro un avversario invisibile, senza armi, ma piena di  caduti. Da questa guerra, ne usciremo, e alla prossima saremo preparati, ma ne usciremo diversi e provati, dando più importanza a noi stessi a quello che vogliamo ai singoli gesti.

La fine di questa guerra rappresenterà il momento di rinascita per tutti!Un momento di rinascita da costruire pezzo per pezzo ora!

Buonanotte

Proiettati alla fine di questa quarantena? sai come sarà la vita post pandemia?

Non riesco proprio ad immaginarlo, come sarà e come si condurrà la quotidianità. I contatti, le distanze, le paura finiranno? So solo che oggi sono uscito per la mia uscita settimanale per fare la spesa; strada triste illumina da un sole che oggi sembrava anche lui spento, vuota, il vento freddo attraversa le fessure della mia mascherina. Vedo ancora persone incuranti sedute su alcune panchine, vedo persone uscire dal supermercato solo con una birra in mano e questo mi fa riflettere sul fatto che di ignoranza e menefreghismo ne siamo ancora pieni. Al supermercato, che era il mio “risolvitutto” il mio momento preferito per stare meglio, non è più la stessa cosa. Quasi oggi avevo l’ansia; l’attesa fuori in fila, l’avvicinarsi delle altre persone, il toccare le cose senza guanti, in cassa cercando di rispettare il metro di distanza, l’imbustare tutto e pagare velocemente per non fare attendere le altre persone. Tutto è stato strano, diverso, quasi come se solo nelle 4 mura di casa fossi al sicuro.

La ripartenza sarà appunto diversa, sarà nuova e tutto ciò che è nuovo spaventa, un pò come questo virus. Aspetto e proverò  a sforzarmi alla prossima spesa di non essere troppo contagiato dalla situazione, magari andrà meglio.

Oggi le notizie sembrano anche migliorare perché i contagi per il terzo giorno sembrano non aumentare in modo esponenziale rispetto a 3 giorni fa. Sarà arrivato il picco di contagi?

Buonanotte

“sei vivo, e questo è già un ottimo motivo per sorridere”

Trovare un buon motivo, anche solo per illuminare il tuo viso, guardare la tua casa e ricordarti qualche bel momento, magari osservando una foto, qualche oggetto che fa volare la mente in un bel ricordo, anche solo per un attimo. Cammina e dedica qualche minuto alle pareti che ogni giorno ti proteggono dalla realtà esterna, osservale e scruta ogni centimentro . Qualsiasi cosa tu fai ogni giorno può farti sorridere: un profumo, una crepa sul muro sul muro, un bel momento, qualsiasi cosa sia l’importante è ricordarti di farlo.

Ho letto un libro qualche mese fa che si chiama proprio “Ricordati di sorridere”, questa lettura mi ha cambiato, mi ha svelato alcune cose importanti che davo per scontato, proprio come sta facendo questa quarantena. Da quel giorno ho fisso tra i miei promemoria di ogni giorno, proprio come detto anche nel libro, la frase “RICORDATI DI SORRIDERE” perché un sorriso può dare vita e colore ad una brutta ed ordinaria giornata.Un gesto tanto semplice ma dato spesso scontato che a volte neanche pensiamo di poter fare senza un motivo.

La quarantena continua, ma durante i giorni, grazie al mio coinquilino a dei cari amici, alla mia famiglia, alle persone che “ci sono”, non dimentico mai di sorridere perché a prescindere da tutto sono felice. So che il periodo storico che stiamo vivendo non è dei più floridi, oggi per l’altro ho ricevuto la notizia che il mese prossimo forse il mio stipendio tarderà ad arriverà e chissà quando, ma non mi demoralizzo, non ora. Se succederà davvero, mi occuperò della faccenda a ridosso, ma non mi pre-occuperò già da ora perché sarebbe inutile e sterile.  E questo lo dico anche a te, che come me, vivrai la stessa situazione, non pre-occuparti bensì sii più veloci a pensare a come poter resistere alla difficoltà. Stavo fantasticando oggi che se sarà necessario sprecherò il mio tempo a cercare altre fonti di entrate, creative e non , ecco quella la trovo una preoccupazione costruttiva, preoccuparsi di ovviare il problema. E quindi scava dentro di te, cerca quello che sai fare e pensa a come offrirlo in un momento come questo. Non sempre le cose andranno bene ma con un pò di costanza e perseveranza sei già a metà dell’opera.

Buonanotte, non dimenticare “ricordati di sorridere”

Fuori piove, le gocce ricoprono l’asfalto e il grigio compre ogni centimetro di cielo, oggi è tutto un pò uggioso, anche il mio umore.  Sono sempre stato metereopatico, purtroppo rifletto il tempo e il mio comportamento si modifica. Roma è avvolta da questa foschia proprio come lo sono io.  Stanotte non ho riposato bene e svegliarmi tardi, da sempre, mi rovina la giornata in partenza. Ma non è mancata occasione per fare i chiodi al mio coinquilino che in questa quarantena potrebbe decidere di cambiare casa! scherzo ovviamente, anzi continuo a dirgli che è fortunato ad avermi in casa perché sono sempre pronto a tirarlo su di morale! Modestia a parte, la situazione di contagio oggi è nuovamente in crescita, con numeri che tornano a sfiorare il picco, ma quel picco ancora tarda ad arrivare.

Mi sto anche un pò preoccupando perché sento la gola graffiare e da qualche giorno sono anche un pò raffreddato, ma oltre che essere uscito una sola volta per fare la spesa, non ho avuto contatti con l’esterno. Quindi magari è solo una mia fissa, vedrò domani.  La cosa bella di oggi è aver passato tutto il tempo sbattendo la testa su una cosa cercando di risolvere fino allo sfinimento, ma alla fine non ci sono riuscito. Sono un pò testatrdo e finché non raggiungo il mio fine, non mi fermo.  Un ottimo spunto per chiudere la pagina di questa sera: Credici, sbatti la testa più volte ma non ti fermare mai.  E se sbatti tante volte imparare da queste e continua a sbagliare finche non ottieni il risultato.

Sperando che la giornata di domani sia più viva

Buonanotte

La giornata anche oggi prende il via lentamente, ho qualche accenno di tosse e un pò di mal di gola. Non mi spiego come io abbia potuto prendermeli essendo rimasto in casa per tutto il tempo, ma vabbè mi riguarderò. I ritmi in questi giorni sono sempre più lenti e svogliati, ho appuntato nella mia lista mentale tante cose da fare, ma è come se il mio corpo non avesse voglia, specie in questi ultimi tre giorni. Può capitare, e va bene cosi, questo periodo permette proprio questo, dare ascolto al corpo, a noi stessi, soddisfarlo nelle sue richieste e viziarlo se necessario. E’ inutile dire che, il forzare nel fare qualcosa, ci indurrebbe a farla svogliatamente e senza interesse.

Domani sicuramente avrò la giornata impegnata perché prima che iniziasse la quarantena ho ordinato, dopo circa 9 mesi di vita a Roma, un armadio IKEA per la mia camera. Ne avevo bisogno, devo mettere ordine, dare un posto a tutto e senza questo acquisto avrei mantenuta la mia rella a vista in stile minimalismo chissà per quanto. Poi oggi ho chiesto al mio coinquilino di sforzarsi e impastare la pizza al posto mio, sotto mie indicazioni chiaramente, pizza che lasceremo lievitare per tutta la notte e mangeremo domani. Sono contento che lo abbia fatto lui perché credo sia la sua prima volta e domani sera sapremo se lo ha fatto bene o no.

Oggi è stata scritta un’altra pagina importante, perché il Papa per la prima volta nella storia, in diretta mondiale, ha dato “l’indulgenza plenaria”; una benedizione a tutto il mondo trasmessa in tv. Lo scenario era davvero surreale, il Papa solo in una piazza S. Pietro deserta, con la pioggia, suoni di campane con sottofondo di sirene di ambulanze, persino il Papa no sembrava affannato, stanco, diverso, ma è stato un momento unico che ho seguito fino alla fine.

Sperando che Dio ci aiuti ad uscire da questa situazione che, stando alle cifre di oggi si prolungherà fino a fine Aprile.

Buonanotte

17, sono 17 giorni di quarantena oggi, sembra passato più di un mese, il tempo nel suo scorrere veloce mi ha quasi fatto dimenticare la vita lavorativa e tutto quello che c’era prima. Come se ormai la vita fosse questa, alzarsi fare colazione e scegliere come voler impiegare il mio tempo. Non male no? mancherebbe solo l’essere pagati per vivere cosi. Eppure c’è chi si lamenta, chi vuole scappare, chi non vede l’ora che tutto finisca per prendere un aereo per scappare in una meta estiva, chi non riesce a sopportare il peso della famiglia, chi soffre perché l’aperitivo deve farlo sul divano di casa propria, chi se ne infischia delle regole e scappa a correre per strada. Basterebbe accedere la tv e lasciarsi trasportare anche solo un attimo, fuori dalla  propria casa, solo con la mente.

Ospedali al limite, anime buone che vengono portate via senza neanche il saluto dei loro cari, e poi c’è gente che si azzuffa per un pacco di carta igienica al supermercato. La quarantena protegge anche da questo, dal dolore, dalla sofferenza, dalla fatica, da tante cose che, stando in casa, non possiamo neanche immaginare. Protetti, a cucinare, ballare, cantare, scrivere a poter fare del proprio tempo ciò che si vuole, ricordalo ogni tanto che siamo nel bel mezzo di una Pandemia.

Pensa fuori dalla tua casa, fuori c’è gente che di tempo non ne ha, chi continua la vita di tutti i giorni a rischio, chi ogni giorno di fronte una cassa passa la spesa di tutta la mandria di persone che a tutte le ore va al supermercato , chi passa di casa in casa a consegnare pacchetti amazon alla velocità della luce, chi lotta contro tutte quelle persone che ancora oggi non rispettano la legge,  chi nei cantieri lavora senza sosta per terminare ospedali temporanei, chi ha il peso del paese addosso e riceve ogni giorno lamentele e critiche sterili, chi non smette di dedicare il proprio tempo al prossimo rendendosi utile, chi con la fatica e col sudore prende un defibrillatore per ridare respiro ad una vita.

C’è chi dentro sta male, ma fuori c’è chi sta peggio.

 

Buonanotte

La notte arriva ed io mi metto come, ormai dall’inizio di tutto, seduto a gambe incrociate sul letto, con musica instrumetale di sottofondo faccio si che le mani vadano da sole sulla tastiera.Anche stasera trovo le parole giuste per raccontare qualcosa della giornata.

Tra il montaggio dell’armadio del mio conqui, avrei dovuto svolgere qualche faccenda, ma ho deciso di mettermi a fare delle brioche ed essendo un procedimento un pò lunghetto, ho iniziato pomeriggio e finito più o meno poco fa. Ho deciso che domani la casa profumerà di brioche calde appena sofrnate, che solo il mio coinquilino potrà mangiare perché io sono in quaresima!

Ma è proprio questo il motivo per cui amo fare i dolci, oltre ad essere un gran golosone, la cosa che più mi rende soddisfatto è prepararli per qualcuno, qualcuno a cui voglio bene. In questo periodo vorrei prepararne tanti e spedirli in tutta italia, vorrei rendere felice altri. Oggi mi domandavo proprio questo, se ci fosse un modo, anche banale, di rendermi utile in questa situazione. Non starmene a casa per nulla , essere presente, esserci per qualcuno in difficoltà. Certo non posso permettermi di esserci economicamente parlando, ma almeno potrei trovare un modo.Rendersi utile, fare cose per gli altri mi ha sempre appagato più di ogni altra cosa, e magari nei prossimi giorni avrò la risposta che cerco.

Per il resto la giornata è stata occupata dall’impasto delle biroche, qualche puntata di una serie, videochiamate con i parenti, una giornata ordinaria la mia.

Fuori invece tanto ordinaria non è stata, sentivo in tv che in Sicilia ci sono state ribellioni di un gruppo di persone che, non avendo cibo per sfamare la famiglia, ha organizzato una sommossa in un supermercato. Dove arriveremo, questo virus inizia a dare altri effetti collaterali che non si aspettavano porprio. Sono sicuro che almeno a questo c’è rimedio e spero che il governo pensi a delle soluzioni per aiutare queste persone bisognose, già da subito.

Che sia una buona notte!

Alzo gli occhi al cielo e la notte è già arrivata. Mi rendo conto sempre di più di quanti gesti siano dati per scontati, anche semplicemente fermarsi e alzare gli occhi al cielo. Guardare una stella, ammirare tutte le sfumature di blu che ci vengono regalate, alzare una mano e magari salutare qualcuno che non c’è più, con un malinconico sorriso.

Ho il tempo di riflettere proprio su questi piccoli gesti ogni giorno, ma non lo faccio, perché sono sempre distratto dal mondo frenentico, dal lavoro, dalle mille cose da fare per non sentirsi indietro, per andare al passo.  E invece ora stando fermo capisco, sempre di più, l’importanza di tante cose: dare un bacio, stringere tra le braccia qualcuno e addormentarmi al suo fianco, e poi un pranzo insieme alla famiglia, un week end passato a casa con mia mamma, un film davanti la tv tutti insieme; queste sono le cose più importanti e questi momenti aiutano a capirlo. Come si fà a farne tesoro, come riuscirò a farne una lezione di vita, ad attuarli quando tutto sarà finita? Non ho risposte ma solo domande a cui spero di rispondere con l’azione, facendo il possibile per non dimenticare questa sensazione di mancanza che ora provo.

Anche oggi il virus continua a fare vittime, si dice che il contagio si stia espandendo lentamente rispetto agli altri paesi, anche se abbiamo superato i 100.000 contagi. Tra tutte le notizie spuntano anche delle statiche che ci dicono quando finirà questo inferno, saranno veritiere? Stasera non sono di tante parole, voglio solo paragonare questo brutto virus ad una candela accesa ancora a fiamma viva, che presto consumerà la sua cera e si spegnerà lasciando dietro di se solo fumo, all’inizio potrà dare fastidio ma piano piano svanirà nell’aria.

Spero presto

Buonanotte!

Esserci, oggi penso a questo. Esserci in questo momento per qualcuno, cercare in un momento come questo come nelle vari vicissitudini della vita, di non dimenticarsi delle persone più care. Mi capita spesso di pensare alla possibilità di riuscire a sentire tutte le persone a cui tengo, quasi come se volessi tenere un albero nella mia testa con le foto di tutte queste persone apposte su, per non dimenticarne nessuna. Eppure, dimentico e vengo dimenticato anche molte volte,  prima cercavo anche in qualche modo di riparare, magari mostrandomi attento e presente più del dovuto. Ho imparato con il passare del tempo, che non bisogna portare orgoglio, non bisogna essere prevenuti e sopratutto bisogna praticare sempre il bene, ma a volte forse chi non c’è è solo perché non vuole esserci. Chi dimentica, chi non ti è vicino in momenti di sconforto o momenti felici, non merita di esserlo. Perché chi è importante, chi davvero vuole ricoprire quel piccolo frammento della tua vita, lo fa, punto. Non serve tanto, i potenti mezzi della tecnologia fanno si che un sms, un whatsapp arrivi nell’immediato al destinatario e che per scrivere un “ciao come stai” ci si impieghi meno di un minuto con il correttore automatico o con l’assistente vocale.

Ma vabbè importante è mai pretenderlo e mai pensare di poter essere speciale per tanti, importante è esserlo per qualcuno anche solo una persona al mondo o per la propria famiglia. E se riesci fai come consigliava Oscar Wilde “Regala la tua assenza a chi non da valore alla tua presenza”.

Buonanotte 

“Vorrei che fosse oggi, in un attimo già domani  – Per reiniziare, per stravolgere tutti I miei piani  – Perchè sarà migliore e io sarò migliore – Come un bel film che lascia tutti senza parole”

Vorrei proprio stravolgere, e ricomicare, proprio come le parole di questa canzone. Aspetto, aspettiamo la fine di tutto, di questa epidemia, della morte, della sofferenza, della vita da reclusi, aspetto un abbraccio forte da qualcuno. Sarebbe bello riprendere tutto, come ritenevamo giusto che il mondo andasse e poi invece è bastato poco per bloccare tutto, per arrestare quell’uomo che ha cercato di distruggerlo il mondo; con tutte le sue forze.

Aspetto che ritorni il sole in un cielo che ora è opaco, incerto e anche un pò insicuro, proprio come me che non so realmente se voglio la vita di prima, vorrei stravolgere tutto, e ripartire da zero, da qualcosa che mi renda felice, ripartire da me e da quello che voglio.  Del domani non c’è data alcuna certezza, non sappiamo quando, come e se finirà questo brutto capitolo dell’anno 2020, capitolo che lascia segni ancora aperti, incurabili , cicatrici per sempre impresse nella storia del mondo intero, che un giorno i nostri figli, la studieranno sui banchi di scuola.

Vorrei che tutto finisse come i film, con un lieto fine, un finale che renda tutti felici, che libera da tutte le cose brutte successe durante tutto il girato, un finale che lascia senza parole.  In questo inizio di Aprile, abbiamo solo incertezze e una proroga della quarantena fino a dopo pasqua, che lascia intravedere uno spiraglio di luce, ma che per ora fa sembrare il finale sempre più lontano.

Aspettando la fine

Buonanotte.

Riparte un altra giornata, oggi anche un pò noiosa, vuota, un altro giorno in cui il mio copro decide che non ha voglia di fare granché. La colazione da l’input, dal quello momento mi accorgo cosa ho voglia di fare, metto in ordine tutti i pensieri, ancora stropicciati dal sonno, penso a ieri e cerco di non ripetere gli stessi errori.  Oggi per esempio ho passato il mio tempo in modo non-utile. Stavo nella mia stanza a pensare, mille idee in testa ma nessuna che volesse essere messa in pratica, succede sempre cosi quando hai la mente che viaggia 1000 e la pigrizia o la svoglatagine ti impediscono di agire, poi mi do una scossa e cerco di riprendermi. Nel pomeriggio ho riposato e appena sveglio ho ricevuto quello scossone, che mi ha fatto concludere la giornata almeno avendo fatto qualcosa di utile.

Non è un male a volte non fare niente, ma per quanto mi riguarda ho questa mania che mi costringe a voler essere soddisfatto, a produrre qualcosa, qualsiasi cosa sia: un contenuto, una foto, un articolo, un dolce, una qualunque cosa che dica ”oggi hai fatto”. Non riesco sempre a fregarmene di questa sensazione e purtroppo la maggior parte delle volte mi butta un pò giu.

Ma vabbè ogni giorno chiaramente ha ore, minuti e secondi impiegati in tanti diversi modi e anche se non li impieghiamo in modo produttivo è bene non pensarci troppo ora.

Si parla in tv che dopo pasqua l’Italia potrebbe riprendere piano piano con le riaperture e la vita di tutti i giorni. Ho dei dubbi in merito, penso che se il virus è in giro e circola, di persone da colpire ne ha ancora abbastanza e non credo che in due sole settimane si arresti completamente, liberando tute le persone recluse in casa. Stiamo a vedere.

Buonanotte

E magnifico sapere che qualcuno mi legge, qualcuno ogni giorno si prende quei 5 minuti per passare da qui e scoprire una nuova pagina. Ed è straordinario leggere che molti si identificano nelle mie parole, nelle sensazioni, nel modo di esprimersi. Oggi non credo di aver commesso gli errori di ieri, non ho perso tempo, non ho fatto vincere la pigrizia, ho vinto io!Mi sono dedicato ad alcune cose pendenti che avevo da fare e sopratutto non ho procrastinato perché, già prima della quarantena ho realmente compreso, che rimandare non è ne produttivo ne utile.  Quindi tra una sistemata ai cassetti, che mi ero promesso di fare, la creazione di alcuni contenuti per i social e l’inizio di un corso online molto figo, devo dire che la giornata è volata.  Dopo aver visto in tv un pò della finale di amici, eccomi qui davanti il mio pc a scrivere di oggi. Inizialmente ogni mattina appena apro gli occhi, leggo vari articoli per aggiornarmi sulla situazione del paese, da una settimana circa ho smesso di farlo, inspiegabilmente poi.

Stasera infatti sono riuscito a leggere alcuni pezzi di un articolo e in sintesi ho letto che la quarantena potrebbe durare fino maggio e chissà anche oltre, che la Cina ha ripreso le misure restrittive e che le persone sono state invitate nuovamente a stare a casa, visto nuovi contagi e poi che il primo contagio su un gatto preoccupa molto poiché si pensava che questo mai potesse accadere.

Ho la sensazione che i telegiornali, cerchino di diffondere messaggi di speranza, di ripresa, ma realmente la situazione è peggio di quello che questi diffondono. I contagi si diminuiscono di qualche numero, ma il giorno dopo tornano di nuovo al punto di partenza, ci basiamo su statistiche, studi scientifici, numeri che non hanno inizio, che vengono calcolati con algoritmi o dati che realmente non si capiscono ancora oggi. Ma se la scienza, la tecnologia, che può permettersi di fare tutti questi studi sulla fine dell’epidemia, perché non ha investito forze in studi prima di portarci tutti in questa brutta situazione?

Come se qualche calcolo matematico potesse risolvere le cose, o predire la fine di un virus che non si fa scrupoli davanti a nulla, giovani, anziani, bambini, medici, citadini, politici etc. La cosa che tuttora sta passando in primo piano rispetto a tutto è l’economia, il tracollo che sta vivendo e che ci poterà a modificare tutte le nostre abitudini. E della mortalità, della sofferenza, delle famiglie che hanno perso i loro cari, delle continue richieste di aiuto, che valore hanno dato a tutto questo?

Buonanotte

Giorni felici, giorni tristi, giorni che sfiorano la noia, l’apatia, giorni rumorosi di pensieri e pieni di silenzi che vorrebbero risuonare fuori da queste quattro mura. Giorni anomali spenti, notti e sonno che, mai come prima, faticano ad arrivare, giorni che vogliono diventare giorni normali, ordinari, quelli che prima detestavamo.

576 ore senza pensare ad altro, a quanto tutto questo casino abbia cambiato la vita e ogni giorno penso ad un nuovo elemento e rifletto. Oggi al telefono mia zia, mi chiedeva come sto e come riesco a far passare le ore in casa; Devo essere sincero nel dire che, si a volte ho delle giornate no, ma da sempre apprezzo molto il rito del “restare a casa” chiudersi un po dentro di se e rimanere nel mio spazio. Si è anche vero che c’è bisogno di aria, di svagarsi, ma per ora ancora non mi ha stancato, basta dare il giusto ritmo alla giornata. Questa quasi mi è sembrata una giornata normale, ho preparato una pasta al forno per pranzo ( ripiena di polpettine fritte, melanzane fritte,  mozzarella e prosciutto) e una focaccia barese venuta male per cena ( che rifarò domani) devo ancora abituarmi al lievito madre. Sono riuscito anche ad iscrivermi ad un gruppo di volontariato del mio quartiere, cosi quando qualcuno del vicinato avrà bisogno di fare la spesa io potrò rendermi utile, proprio come avevo detto.  La ricetta per una giornata normale secondo me è agire, mettere subito in pratica ciò che si pensa senza tergiversare o procrastinare.

Oggi non mi sono informato molto sulla situazione dei contagi, ma per sommi capi ho letto che i dati sono in alcuni casi in aumento e in altri stazionari. Si parla di maggio, giugno e si parla dell’estate che non porrà fine a tutto questo, non senza avere un vaccino pronto, ma si parla e si parla anche tanto quando l’unica cosa da fare è sperare che finisca presto.

Buonanotte.

Qualche raggio di luce entra dalle persiane della finestra, la sveglia suona, perché ho deciso di  impostarla anche se non ho l’obbligo di svegliarmi presto. La mia voglia di rendere in qualche modo le giornate “normali” mi spinge a cercare di non trasgredire la routine: alzarsi presto, fare colazione, lavarsi i denti, sitemarsi, prendersi cura di se, pranzare e cenare ad orari comandati e poi passare la giornata come meglio credo, ma l’importante è non lasciare troppo che l’orologio sfasi i ritmi.  L’attività fisica, non so perché ma in questo periodo mi spaventa, mi pento continuamente di non praticarla, ma è come se avessi un blocco che spero presto di poter sbloccare. Dopo pranzo combatto contro l’abbiocco risparmiando il sonno per la notte, bevo il caffè come se fossi in un bar e poi scelgo cosa fare del mio pomeriggio.

Voglio commentare le immagini di alcune città che ho visto oggi in tv, poiché davvero ancora mi rendo conto di quanto la mente umana sia davvero limitata, dura di comprendonio, incurante. Per colpa dei celebrolosi che ronzano nelle varie città oggi, non si appagherà più questa emergenza. “Io resto a casa per fare uscire te?” questa frase è l’emblema della situazione, che ancora oggi non ha ben spaventato i sopracitati. Potreste essere in giro anche per prendere aria, ma a mio parare senza rispetto e senza timore alcuno per la vostra salute e la salute di chi vi sta accanto. Ma poi questa mascherina, che a prescindere da tutto è una delle poche risorse utili di facile attuazione, ma la vogliamo usare ? ma quelli che escono senza ( a parte chi non riesce a reperirne una) ma cosa avete in testa? Come pensiamo di uscirne, come pensiamo di attuare la fase 2 secondo il governo, se ancora siamo fermi alla fase 0 di interiorizzazione?

Stasera sono nero

Buonanotte!

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