Se pensate che carboidrati e proteine non abbiano nulla in comune con il mondo della moda, bhe vi sbagliate: lo stile unisce il food al fashion grazie al nome di una nota creativa Chloe Wise, che con sorprendente genialità ed estro, rivede il concetto di moda sotto la lente del Food Design, creando borse di noti brand come Chanel, Prada, Louis Vuitton, Moschino come uno chef concepisce i suoi piatti. il tutto è un trionfo di pancakes, bagel, brioche, trecce di pane e toast farciti di sciroppi e glasse curati eccentrici e presentati con inserti di plastica acciaio e cantine che rimandino alle borse.

Il risultato produce una collezione dal nome “Pissing, shmoozing and looking away”, opere d’arte in mostra quasi come reliquie a New York, adesso apprezzabili alla Division Gallery di Montreal dove è in mostra la collezione Bread Bags. Il fashion-food sta lentamente prendendo piede tra le addict di moda e divenendo oggetto del desiderio per le fashionblogger dei nostri tempi che vorrebbero possedere almeno uno di questi capolavori per averlo tra la raccolta di foto dei propri profili instagram. Già prima delle borse da mangiare, il fashion food design, si era rivelato sulle passerelle di moda con abiti creati di formaggio, cioccolato, bignè e verdure, per dare quel tocco di “sapore” alla moda. Ne sono un esempio le creazioni dell’inglese Emily Crane, che lasciano tutti senza parole per la bellezza con cui presenta i suoi monili di melanzane e lamponi, o il canadese Nicole Extras, che rientra nei fashion designer del cibo, con una collezione interamente realizzata al 100% vegetale e commestibile. Già Lady Gaga qualche anno fa aveva anticipato la tendenza del fashion – food presentandosi sulla passerella degli Mtv Video Music Awards 2010 con un abito interamente realizzato di carne rossa, che ricopriva parte del corpo della cantante con drappeggi di bovino e suino.

 L’abito, creato dal disegnatore Franc Fernandez su progetto di Nicola Formichetti, fu ampiamente criticato dalle organizzazioni animaliste, ma osannato dal Time che lo incoronò come il miglior prodotto della moda del 2010. Insomma, chissà che prima o poi passeggiando per strada non ci troveremo a vedere capi edibili, o accessori eat style, e non oso pensare alla visione che un branco di uccelli divori i capi lasciandoci l’unico abito che madre natura ci ha creato. Che la moda diventi commestibile prima o poi? Perché no? Sicuramente, come diceva Coco Chanel, il buon gusto nel vestire è qualcosa di innato, come la sensibilità del palato.